Pochi giorni fa il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato i dati relativi agli introiti aggiornati della tassazione universitaria per l’anno accademico 2013/2014. Come Unione degli Universitari abbiamo elaborato i dati forniti dal MIUR incrociandoli con il numero di iscritti e costruendo un’inchiesta sulla tassazione media dei singoli atenei italiani.

Ciò che emerge ancora una volta è una situazione allarmante per quanto riguarda le tasse studentesche: in un solo anno c’è stato un aumento del 5% della tassazione media sul livello nazionale, il più forte degli ultimi 5 anni.

Il dato peggiora ulteriormente se si osserva la variazione sugli ultimi 10 anni: come denunciamo da tempo, dal 2005 ad oggi le università italiane hanno deliberato un aumento significativo delle tasse universitarie, di oltre il 50%. In 10 anni siamo passati da una tassazione media di 736,91 € ad una di 1112,35 €, dato utile già da solo a smontare una volta per tutte gli assunti di chi sostiene che l’università italiana sia quasi gratuita. La nostra indagine dimostra ancora una volta non solo come il nostro Paese sia stabilmente al terzo posto in Europa per l’entità dei contributi studenteschi, come certificato dall’OCSE, ma anche come questi contributi invece di diminuire siano in costante aumento.

A Padova, in particolare, la contribuzione studentesca è aumentata del 19,46% in dieci anni. La tassazione media per studente registrata nell’anno accademico 2013/2014 è pari a 1.535,36 euro e pone l’ateneo all’interno della “top ten” delle Università italiane più costose (si osservano tasse più alte solamente negli atenei di Varese, Trento, Siena, Modena e Reggio Emilia, allo IUAV di Venezia, al Politecnico e alla Statale di Milano). Rispetto a una contribuzione media nazionale per studente, nell’a.a. 2013/2014, di 1.112,35 euro, all’Università di Padova si pagano circa 430 euro in più all’anno. Abbiamo visto come, meno di tre anni fa, il governo Monti abbia deciso di “liberalizzare” la contribuzione studentesca sciogliendola dal vincolo (più e più volte superato) di non eccedere il 20% del Fondo di Finanziamento Ordinario, legittimando livelli di tassazione esorbitanti rispetto a quanto precedentemente richiesto dalla legge.“

I dati che emergono dall’inchiesta portata avanti dall’Unione degli Universitari parlano molto chiaro. Ci troviamo di fronte a un sistema universitario che si fa sempre più d’élite. Di fronte alla crisi del sistema del Diritto allo Studio Universitario e dei servizi, prima fonte dei tagli del governo da ormai troppi anni, la crescita costante della tassazione studentesca rappresenta l’ennesimo e forse più evidente ostacolo ad un’Università libera e accessibile a tutti.

Nell’esprimergli i migliori auguri per il nuovo mandato, chiediamo al neoeletto Rettore dell’Università degli Studi di Padova una presa di posizione sul tema. Riteniamo necessaria una riforma che punti a omogeneizzare il sistema di tassazione dei diversi Atenei italiani, alleggerendo il carico sui redditi meno bassi e garantendo un effettiva progressività dello stesso anche sui redditi superiori ai 50.000 punti ISEE. È fondamentale garantire a tutti gli studenti la possibilità di proseguire e portare a termine i propri studi, visto soprattutto il fortissimo numero di abbandoni e il crollo delle immatricolazioni a cui abbiamo assistito negli ultimi anni. 

Non è un caso, infatti, che l’Italia abbia ottenuto il primato europeo per il numero più basso di laureati under 30, appena il 23,9%.


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