Oggi, 21 dicembre, si sono riuniti sia il Senato Accademico che il Consiglio di Amministrazione per deliberare il Bilancio unico di Ateneo di previsione annuale autorizzatorio 2016 e triennale 2016-2018.

I nostri rappresentanti sono intervenuti evidenziando alcuni aspetti di merito che condividiamo pubblicamente: nel bilancio presentato è possibile rilevare una lieve riduzione preventiva della contribuzione studentesca totale, che passa da circa 72 milioni a 71 milioni per poi scendere nei prossimi anni; qui la parte considerata per i vincoli di legge è quella degli studenti in corso, per circa 58 milioni. Discutibile è osservare come l’eccessiva prudenza dell’Ateneo non abbia tenuto conto dell’aumento di entrate nelle che si verificherà necessariamente a seguito dell’introduzione del nuovo modello di calcolo dell’ISEE.

Si ripresenta il rischio, anche quest’anno, di sforamento del limite dell’FFO del 20% attualmente stimato al 20,3%.
I dati che ci arrivano dagli altri atenei italiani e che abbiamo potuto già consultare, sono preoccupanti.
Un’ipotesi ottimistica prevede già da sé un aumento minimo di 1,5 mln circa (1300 esodati, -21% di borsisti, che si troveranno a pagare le tasse). In questo l’ateneo, complice il cambio di gestione e l’insediamento del nuovo rettore, ha responsabilità chiare.
Siamo consapevoli dell’impegno, più volte ribadito dal Magnifico Rettore, dal Prorettore Vicario e dal Prorettore Guolo, ad intervenire sul tema del diritto allo studio e della tassazione studentesca. A

d oggi però, a nove mesi dalle nostre prime denunce in merito ai potenziali rischi del nuovo ISEE, nessuna risposta si è ancora concretizzata: per questo abbiamo ribadito la nostra esplicita richiesta di avviare il tavolo di monitoraggio che nella seduta del 12 ottobre era stato da noi proposto ed accolto favorevolmente (qui tutte le info: https://goo.gl/Cdyt0m).

In più occasioni, ed anche oggi, abbiamo ribadito come il nostro Paese sia stabilmente al terzo posto in Europa per l’entità dei contributi studenteschi, come certificato dall’Ocse, ma anche come questi contributi invece di diminuire siano in costante aumento.
La contribuzione studentesca nel nostro ateneo è aumentata del 19,46% in dieci anni. La tassazione media per studente registrata nell’anno accademico 2013/2014 è pari a 1.535,36 euro e pone l’Ateneo all’interno della top ten delle Università italiane più costose.

Come Studenti Per Udu Padova riteniamo che non sia più possibile rimandare oltre questo tema, a fronte di migliaia di studenti sempre più in difficoltà davanti ad un mondo della formazione che si sta trasformando sempre più in un mondo per pochi.
Per questo abbiamo ribadito che è fondamentale insistere e stanziare ulteriori finanziamenti per porre rimedio alle emergenze, ma è necessario soprattutto mettere a punto un piano di investimenti e una riforma strutturale del sistema della tassazione universitaria con l’obiettivo di ampliare sempre di più la platea di studenti che accederà ai servizi e proseguire gli studi.

Proprio sulla riforma strutturale della tassazione universitaria i nostri rappresentanti in Senato e Consiglio di Amministrazione hanno chiesto risposta e garanzia immediata da parte del Magnifico che questo ragionamento venga davvero avviato, chiedendo che tale proposta fosse messa nero su bianco sul verbale delle sedute odierne.

L’ateneo ha garantito che il tavolo verrà costituito nelle prossime settimane, festività permettendo, e che sarà impegno certo della nuova governace riformare la tassazione universitaria accogliendo, dunque, la nostra proposta.
Viste le garanzie manifestate, nonostante le forti criticità espresse sul bilancio stesso dai nostri rappresentanti, abbiamo deciso di astenerci nella votazione impegnandoci con serietà e responsabilità, nel bene di tutti gli studenti, a controllare che le proposte avanzate siano rispettate e seriamente concretizzate.

 Sempre dalla stessa parte, quella degli studenti.


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