Ieri in Consiglio di Amministrazione è stato approvato il nuovo regolamento per la tassazione studentesca, che si applicherà a partire da settembre prossimo (Anno Accademico 2017/2018). L’Ateneo ha dovuto introdurre questo nuovo regolamento applicando le disposizioni della legge finanziaria 2017, che prevedono l’introduzione di una No Tax Area per gli studenti al di sotto di 13.000 ISEE per ogni ateneo.

La legge finanziaria purtroppo non ha allo stesso tempo previsto le adeguate coperture finanziarie per consentire agli atenei di garantire ai beneficiari questa esenzione dalla tassazione, stanziando appena 55 milioni di euro per quest’anno e 105 per il prossimo a livello nazionale, senza ancora sapere le quote di distribuzione per Ateneo, ma sicuramente insufficienti a coprire la riforma. In pratica quindi il governo sta forzando gli atenei ad aumentare la contribuzione studentesca degli altri studenti per poter istituire questa No Tax Area. Il nuovo regolamento della tassazione di UniPD segue questa scia, definendo un generale progressivo aumento delle tasse universitarie per tutti gli studenti con un ISEE superiore a 28.000.

Pur riconoscendo come questo provvedimento non sia stato propriamente voluto dall’Ateneo, ma sia la diretta conseguenza di una politica governativa grossolana e poco attenta alle reali esigenze del mondo universitario, abbiamo comunque deciso di votare CONTRARI e la proposta è passata a maggioranza. Riteniamo infatti di principio inammissibile ogni altro aumento della tassazione studentesca. Per quanto infatti l’aumento sia stato contenuto attraverso una nuova modulazione delle fasce che ha spostato il peso della manovra sui redditi più alti, non possiamo avvallare per principio qualsiasi aumento della contribuzione studentesca. Ricordiamo come già gli anni scorsi il nostro Ateneo ha incassato dalle tasse studentesche una quota eccedente il massimo fissato dalla legge, come da noi fatto notare in sede di approvazione del bilancio consuntivo 2015 e preventivo 2017 (qui: https://goo.gl/xu9YE6).

Non possiamo inoltre che dirci assolutamente insoddisfatti del provvedimento governativo, perché prevedere un’agevolazione sul diritto allo studio senza stanziare gli adeguati finanziamenti per la stessa, significa prendere in giro gli studenti andando a pesare sulla situazione economica delle tante famiglie che ogni anno sostengono una contribuzione studentesca di migliaia di euro. Non dobbiamo dimenticare come il nostro paese sia il terzo in Europa dopo Gran Bretagna e Belgio per quanto riguarda l’ammontare delle tasse universitarie e l’Ateneo di Padova nella top ten delle Università italiane più costose.

Il nuovo regolamento prevede:

  • Una No Tax Area per chi ha un ISEE fino a 13.000
  • Nessun aumento per gli studenti con ISEE fino ai 28.000
  • Un aumento progressivo da 1 a 20 euro per gli studenti con ISEE da 28.000 a 60.000
  • Un aumento di 70 euro per chi ha un ISEE tra i 60.000 e i 70.000, quindi viene inserita una nuova fasciazione
  • Un aumento di 100 euro per chi ha un ISEE superiore a 70.000 o non lo presenta
Il nuovo regolamento quindi introduce una nuova fasciazione dai 60.000 ai 70.000 ISEE e quindi indurrà un maggior numero di studenti a presentare la dichiarazione ISEE, che spesso non viene presentata da tante famiglie a causa della poca comunicazione da parte dell’Università riguardo i reali benefici che comporta.

Attraverso gli interventi e le sollecitazioni del nostro rappresentante eletto in Consiglio di Amministrazione, siamo riusciti ad ottenere alcune prospettive di miglioramento, che speriamo possano concretizzarsi entro la fine di questo anno accademico e così evitare l’aumento contributivo:

  • Il Rettore ha garantito il suo impegno a richiedere al governo l’intera copertura della spesa necessaria per far fronte alla No Tax Area;
  • Il Prorettore Guolo ha assicurato che eventuali eccessi di entrati conseguenti questo nuovo regime di tassazione vengano redistribuiti direttamente agli studenti, oppure vengano spesi in servizi per gli stessi.
  • L’intero Consiglio e il Prorettore alla semplificazione Parbonetti, hanno dato la loro disponibilità a procedere, da qui a giugno, ad un attento esame delle cifre integrate del prossimo Bilancio Consuntivo 2016, al fine di rintracciare i fondi necessari per coprire i 4 milioni di costo della No Tax Area ed evitare l’aumento della tassazione. Non è una proposta che facciamo a caso, perché l’Ateneo ha ricevuto un extra gettito di più di 10 milioni nella contribuzione studentesca registrata alla chiusura del Bilancio 2015, dovuto principalmente alla riforma dell’ISEE dello stesso anno che ha aumentato gli introiti delle tasse universitarie. Nel caso in cui il governo non faccia fronte all’intera spesa, ci impegneremo a rintracciare questi fondi e proporre di utilizzarli per evitare questo aumento e incrementare i servizi DSU del nostro Ateneo.

Siamo fortemente convinti che il miglioramento del diritto allo studio nel nostro paese passa per un abbassamento generale della contribuzione studentesca e per una maggiore erogazione delle borse di studio, non può procedere invece basandosi su provvedimenti spot di questo tipo, che non fanno altro che aggravare la già difficile situazione economica degli atenei e costringono gli stessi a pescare le risorse dalle tasche degli studenti.

Sempre dalla stessa parte, quella degli studenti.
Studenti Per Udu Padova.

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