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Quanto accaduto nei giorni scorsi a Bologna, e il tragico epilogo dell’intervento della polizia in assetto antisommossa per sgomberare l’occupazione della sala studio in Via Zamboni 36, è il segnale dell’ennesimo abuso ingiustificato e sproporzionato della forza da parte delle forze dell’ordine. A rendere ancora più grave l’accaduto è il fatto che tutto ciò sia avvenuto all’interno di una biblioteca, spazio pubblico di cultura e conoscenza.

La vicenda è scaturita dall’installazione di tornelli all’entrata della sala studio per regolarne gli accessi, alla quale sono seguiti alcuni gesti provocatori compiuti dai collettivi bolognesi, tra i quali lo scardinamento delle porte della sala studio, che sono state lasciate davanti al Rettorato.
Crediamo tuttavia che alle proteste, condivisibili o meno, non si può rispondere con la repressione, si devono cercare soluzioni comuni. La gravità del gesto rimane a prescindere dal giudizio sull’occupazione che chiunque di noi possa avere perché evidente che non può giustificare una risposta come questa.

A tal proposito ci teniamo davvero a porre ancora una volta l’attenzione sulla tematica degli spazi dedicati allo studio che affligge molte delle città che ospitano Atenei antichissimi come quello patavino e bolognese.
Mai come in queste settimane di sessione ci si accorge che gli spazi messi a disposizione agli studenti (aule studio e biblioteche) sono troppo pochi e carenti rispetto alle reali esigenze della popolazione studentesca: a questo si aggiungono orari spesso troppo stringenti e chiusure nei giorni festivi che limitano ancora di più l’attività di studio dello studente universitario.

È necessario anche da parte del nostro Ateneo affrontare una discussione seria riguardo questo tema assieme alle rappresentante studentesche e a quanti vivono tutti i giorni gli spazi dell’Università.
Noi ci siamo, assieme alle esperienze positive come l’aula studio autogestita del Pollaio e assieme a tutti coloro che hanno a cuore i temi del diritto allo studio e dell’accesso a istruzione e formazione. Per essere sempre dalla stessa parte, quella degli studenti.


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