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Il 24 Febbraio è stata promossa dalla CGIL un’iniziativa con Susanna Camusso al Teatro Accademia di Conegliano.

Tra i vari interventi sono emersi molti spunti di riflessione, ecco quello di Rachele Scarpa, coordinatrice regionale della Rete degli Studenti Medi del Veneto, che ha parlato anche a nome delle basi Udu del Veneto.

Come facciamo, noi giovani a non sentirci precari in questa vita quando il lavoro si presenta così frammentato e mutevole?
Il mondo del lavoro è ad oggi un luogo dove nelle divisioni non nascono diritti ma disuguaglianze.
Il mondo del lavoro tocca noi giovani in continuazione, eppure sembra che non facciamo altro che subirlo.
Esso influenza le nostre viste, le nostre scelte. Siamo portati a scegliere la nostra scuola e università in base alla maggior offerta lavorativa che ci può offrire quel percorso. Spesso reprimendo le nostre aspiraizoni, convinti che forse intraprendendo quel percorso più “sicuro” avremo più probabilità di lavorare un giorno.
Ma di conseguenza, la situazione di precarietà in cui molti giovani versano si traduce in ostacolo alla loro indipendenza.
Noi vogliamo un mondo del lavodo che rappresenti la nostra emancipazione e i nostri diritti, che sia un mondo di lavoro scelto a 360 gradi. Fonte di appagamento, stabilità, certezze.

Stiamo forse chiedendo troppo?

Questi referendum promossi dalla CGIL sono il primo passo in questa direzione.
Per noi abolire i voucher significa rifiutare quella precarizzazione, quell’occultamento del lavoro in nero, quell’assenza di tutele e di sistemi assicurativi e pensionistici che noi giovani siamo i primi a subire.

Questi referendum sono l’occasione di parlare ai giovani dei loro diritti e delle loro tutele, dei contratti, della realtà lavorativa che gli si presenza nella loro quotidianità. Tutto ciò ci permetterà di affacciarci al mondo del lavoro in maniera informata sulla sicurezza, sui diritti e sui trattamenti che possono o meno subire.
La battaglia sugli appalti poi a una questione di dignità. Significa accettare di fare lo sforzo di guardare tutti quei lavoratori invisibili degli appalti e dei cantieri e dire loro che hanno gli stessi diritti di tutti gli altri.
A tal proposito esprimiamo solidarietà ai lavoratori del Artoni che in questo momento vedono a rischio i loro posti di lavoro.
Noi studenti ci siamo e siamo al fianco della CGIL per questa battaglia, ma chiediamo che la discussione sul lavoro vada spinta più a fondo.
Pensiamo che ci siano molte domande che dobbiamo porci a vicenda e insieme in modo da ampliare i nuovi orizzonti sociali e politici che ci sono posti dal mondo.
Non sarà semplice, anzi, sarà una discussione complessa di cui ad ora non conosciamo gli esiti. Ma va portata avanti insieme alle piccole battaglie quotidiane.
Quindi buon lavoro, buona campagna.

Al lavoro e alla lotta 

Sempre dalla stessa parte, quella degli studenti!


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