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Studenti di psicologia, tirocinanti pre e post lauream, professionisti del settore, matricole. Ognuno di noi, prima o poi si troverà ad affrontare i tirocini di psicologia.
Ma cosa sono? Come funzionano? Cosa ci danno e soprattutto cosa ci garantiscono?

I tirocini di psicologia sono una esperienza formativa svolta durante il percorso di studi come indicato dal regolamento didattico del corso di studio, che comporta l’acquisizione dei CFU necessari a laurearsi. I tirocini si possono svolgere in molteplici settori ed enti: sanitari, educativi, scolastici, imprenditoriali, pubblici e privati.

Ma cos’è che li accomuna tutti?
Lo sfruttamento degli studenti. Ovviamente.

Vi riportiamo qualche esempio, giusto per non essere travisati e dare valore statistico a quanto riportiamo: nel 2018 l’Università di Padova ha  formato ben 1686 nuovi psicologi pronti ad entrare  nel mercato del lavoro.
Ogni studente iscritto ad un corso di Laurea Triennale deve obbligatoriamente completare un tirocinio di 250 ore, mentre gli iscritti ad un Corso di Laurea Magistrale devono conseguire 400 ore di tirocinio formativo obbligatorio. 

Ognuno di loro, una volta terminato il tirocinio pre lauream, se vuole iscriversi all’albo degli  psicologi per praticare la professione, deve completare un tirocinio formativo di 1000 ore.
Ma torniamo ai dati: gli studenti laureatisi in un Corso di laurea Triennale nel 2018 ad Unipd sono 1126, mentre gli studenti laureatisi in un Corso di Laurea Magistrale sono 560.

Ammettendo che la metà degli studenti laureatisi in magistrale abbia frequentato la triennale presso altri atenei ed ammettendo anche che un terzo di loro non effettuerà  il tirocinio obbligatorio abilitante post-lauream, la domanda che sorge spontanea è la seguente:  

“Quante ore di lavoro non retribuito hanno esercitato gli studenti dell’Università di Padova  laureatisi nella Scuola di Psicologia durante un solo anno?”

Se la matematica vi spaventa, non vi preoccupate, abbiamo fatto i calcoli per voi: 

762167 ore totali.  

Settecentosessantaduemilacentosessantasette. 

O se vogliamo tradurlo in italiano, tante, anzi troppe.

Non è la funzione formativa dei tirocini pre e post lauream che vogliamo mettere in discussione,  bensì le condizioni cui gli studenti versano durante gli stessi.  

Una questione rilevante riguarda i  chilometri percorsi, in macchina, in treno o in autobus, per raggiungere la sede del tirocinio. Nessun ente, eccetto qualche azienda privata, rimborsa il tempo, il denaro e la fatica spesi durante il tirocinio formativo. 

Molti studenti non possono mantenere il lavoro mentre sono sottoposti ai ritmi del tirocinio se non a costo di grossi sacrifici propri e della loro famiglia. 

Parlando del tirocinio post-lauream il quadro si aggrava ulteriormente perché le 1000 ore di tirocinio devono essere portate a termine in un arco temporale di dodici mesi.  

1000 ore in 12 mesi significa 21 ore settimanali, giorni festivi esclusi. Di fatto un lavoro part-time, non retribuito, in una fase della vita in cui la maggior parte degli studenti, ormai adulti, vorrebbe essere indipendente.  

L’organizzazione dei tirocini nell’ambito psicologico impone quindi degli orari massacranti accompagnati dalla negazione di un guadagno, anche minimo, che permettano al neolaureato di portare avanti qualsivoglia piano di vita.

Con questa analisi e la conseguente raccolta firme non solo vogliamo dare un quadro alla drammatica situazione in cui versano gli studenti tirocinanti di psicologia, bensì per ridare alla nostra professione  la dignità che gli spetta.

Noi di Udu – Studenti Per vogliamo far sentire la nostra voce su un tema tanto importante quale è il nostro futuro lavorativo. 

Per tanto quello che vogliamo fare è esplicitare delle richieste chiare ai vari enti, in modo da tutelare i diritti di tutti i tirocinanti:

TRASPORTI RIMBORSATI

Chiediamo il rimborso totale delle spese di trasporti a carico dell’Università di Padova per tutti gli studenti che hanno necessità di  spostarsi a causa del tirocinio formativo.

BORSE DI STUDIO PER I TIROCINANTI

Chiediamo al Governo e al Ministro dell’Università e della Ricerca che il tirocinio post-lauream sia retribuito tramite contratto di borsa di studio, in modo che permetta ai tirocinanti di vivere con dignità la professione che hanno  il diritto di esercitare.

DIGNITÀ LAVORATIVA

Chiediamo che sia ridato valore ad una professione svalutata per anni  e che sia ridata dignità al lavoro che facciamo come professionisti della salute mentale. 

POSSIBILITÀ LAVORATIVE REALI

Chiediamo a gran voce che i neolaureati in psicologia abbiano diritto ad un lavoro che non sia né sfruttamento né schiavitù, spesso a vantaggio dello Stato o di aziende private e la possibilità, per tutti, di divenire psicologi. La psicologia come  passione, non come croce. 

Essendo l’Italia  l’unico Paese in Europa che non ha ancora compreso il valore della  professione psicologica, la questione non può essere rimandata ulteriormente. La nostra voce  è quella di decine di migliaia di psicologi che hanno lavorato duramente per coltivare la loro passione. È la voce di migliaia di persone che hanno dovuto abbandonare il loro percorso formativo perché  impossibilitati a permettersi un anno di lavoro part-time non retribuito. 

Parliamo con la voce di migliaia di professionisti che son fuggiti a malincuore da questo Paese cercando e spesso trovando un futuro migliore altrove, ma sempre guardando indietro alla loro terra con la nostalgia e il dolore di chi è stato costretto ad andare via per sopravvivere.

È tempo di cambiare. È tempo di rispettarci. È tempo di dare valore alla psicologia e ai suoi addetti ai lavori. 

Se credi nelle nostre proposte e pensi che dovremmo portarle avanti per garantire i diritti dei tirocinanti, firma qui sotto. 

Ti terremo aggiornato sull’evoluzione delle richieste. 

Grazie del sostegno. 

Sempre dalla stessa parte, quella degli studenti. 

Firma!