in pillole

aule studio

Aumentare gli orari di apertura: per ogni zona universitaria deve esserci un’aula studio aperta dalle 8 alle 24 almeno

Aumentare il numero di posti e di aule: favorire accordi tra università e altri enti per mettere a disposizione più spazi, come il Centro Culturale San Gaetano

Common Room nelle aule studio più grandi, provare ad aprire un’aula h24

Promuovere le forme di autogestione studentesca delle aule studio: estendere la gestione studentesca del Pollaio alla nuova aula studio del Paolotti

Promuovere le forme di autogestione studentesca delle aule studio: estendere la gestione studentesca del Pollaio alla nuova aula studio del Paolotti

Potenziare la rete Eduroam: wi fi gratuito e funzionante in ogni sede dell’ateneo

Caserma Piave: garantire che la struttura sia funzionale e che gli spazi liberati vadano a disposizione dei corsi in sovraffollamento

Progetto “Aule Smart”: investire per migliorare la dotazione tecnologica delle aule didattiche, delle biblioteche e delle aule studio

esteso

Migliorare aule didattiche, aule studio, laboratori e in generale gli spazi dell’Università è un obiettivo fondamentale della rappresentanza studentesca. L’incremento della quantità, della qualità, della fruibilità, della funzionalità degli spazi a disposizione degli studenti costituisce infatti un mezzo necessario per dare concretezza al diritto allo studio di ciascuno studente. Il secondo fine, non meno importante, che ci prefiggiamo di raggiungere attraverso queste proposte è la valorizzazione degli spazi pubblici, restituendone l’utilizzo alla collettività la quale li mantiene attraverso le proprie risorse.

Aumento degli orari di apertura delle aule studio e delle biblioteche. Il servizio va esteso,consentendo agli studenti di studiare più a lungo, anche durante le ore serali. Ogni aula studio deve aprire alle otto di mattina e non più tardi, nei periodi coincidenti con le sessioni esami almeno un’aula studio per zona universitaria deve essere aperta fino a mezzanotte, soltanto il Pollaio non basta: le più adatte sono la Galilei (centro), Jappelli (Portello), ex Fiat e la biblioteca del Maldura.

Aumento del numero dei posti e quindi del numero di aule studio; è possibile in modo rapido ed efficiente attraverso il coordinamento tra Ateneo, Comune e privati che gestiscono spazi utilizzabili a tale scopo: ci siamo già riusciti con il centro culturale San Gaetano, che grazie alla nostra proposta rimane aperto fino a mezzanotte durante le sessioni d’esame. Oltre a questo proponiamo di fare la stessa cosa con il Centro Universitario Zabarella e un’aula studio a San Carlo all’Arcella, aumentando così il numero di posti dove studiare fino a tardi. I costi di tale servizio possono essere a carico dell’università, che già sovvenziona il Comune per l’apertura del Centro Culturale.

Costruire, laddove è possibile nelle attuali strutture delle aule studio, spazi per il ristoro e lo studio di gruppo, come avviene nelle università europee attraverso le “Common Room”. Sarebbe il primo passo per provare ad avviare, magari in via sperimentale, l’apertura di un’aula studio h24.

Promuovere forme di autogestione studentesca delle aule studio: il Pollaio è un ottimo esempio di come l’autogestione aperta, orizzontale e democratica possa effettivamente migliorare l’ambiente di studio e renderlo più funzionale. La regolamentazione dell’autogestione del Pollaio e il riconoscimento del Comitato di Gestione sono stati un notevole passo avanti: riproporre tale modello di gestione studentesca democratica, riconosciuta, aperta a tutti e in diretto contatto con l’ateneo è un importante obiettivo; si può cominciare dalla nuova aula autogestita nel plesso di Psicologia, rendendola uno spazio aperto a tutti anche per organizzare attività culturali. La nuova aula studio del Paolotti attaccata al Pollaio inoltre, va data in autogestione al Comitato per allargare e diffondere un progetto così funzionante e coinvolgente.

Utilizzare gli spazi delle mense ESU per lo studio mentre non sono utilizzati per la ristorazione: la mensa San Francesco e la Piovego ad esempio, potrebbero diventare degli spazi ristoro dove poter studiare, fare una pausa e bere un caffè, senza costi aggiuntivi insostenibili per l’ente.

Guidare la corretta gestione del trasferimento dei corsi di economia, scienze politiche e sociologia alla neo acquistata Caserma Piave: tale trasferimento comporterà la liberazione di spazi al momento occupati dai suddetti corsi, consentendo ad altri corsi in difficoltà di spazi di averne di più. Monitoreremo la costruzione di strutture adeguate per lo studio nella Caserma e proporremo di utilizzare al meglio gli spazi liberati: uno su tutti, l’attuale plesso di Economia in Via Ugo Bassi, è perfetto per la Scuola di Ingegneria, i cui corsi sono da sempre in affanno dal punto di vista degli spazi disponibili per le lezioni.

Migliorare la dotazione tecnologica e informatica di aule didattiche e di aule studio. L’ateneo ha stanziato 2,5 milioni, anche grazie alle sollecitazioni della rappresentanza studentesca, per tale scopo (“Progetto Aule Smart” finanziato attraverso il bilancio preventivo 2017/18): chiederemo di investire per dotare ogni aula di un impianto per registrare le lezioni e per far sì che ogni tavolo delle aule studio e delle biblioteche sia dotato di una presa elettrica.

Potenziare la Rete Eduroam: è presente in ogni area d’ateneo dopo le nostre richieste, ma al momento la copertura non è ottimale e in molti posti salta. Il Wi Fi gratuito d’ateneo va garantito per tutti.