in pillole

Sedi distaccate e
internazionalizzazione

sedi distaccate

  • Trasporti gratuiti da e per le sedi distaccate
  • Incremento delle linee, anche nelle fasce notturne
  • Incrementare i servizi laddove sono carenti o, addirittura, inesistenti

INTERNAZIONALIZZAZIONE

  • Omogeneizzazione dei criteri di accesso per l’erasmus;
  • Maggiori risorse per garantire un’esperienza di mobilità internazionale a tutti gli studenti e le studentesse
  • Implementazione dell’informazione e della comunicazione relativa al bando Erasmus: favorire incontri informativi per studentesse e studenti, col fine di incentivare la partecipazione al bando. In alcune aree è, difatti, scarsamente fruito
  • Implementazione dei servizi informativi su stage e tirocini all’estero, anche post lauream
  • Implementazione dei servizi e dell’offerta didattica del CLA
  • Presenza di rappresentanti degli studenti nel Consiglio direttivo del CLA
  • Presenza di un apposito ufficio Erasmus per ogni Scuola
  • Database delle esperienze erasmus per le future studentesse e i futuri studenti outgoing
  • Appelli straordinari per gli studenti e le studentesse outgoing
  • Assistenza sanitaria garantita
  • Traduzione pertinente e completa delle voci di Uniweb, delle procedure e delle scadenze burocratiche

Esteso

Sedi distaccate e
internazionalizzazione

sedi distaccate

L’università di Padova è dotata di sedi e strutture anche fuori dai confini del comune patavino, ma spesso queste sedi distaccate non godono degli stessi servizi e delle stesse opportunità delle sedi nel comune di Padova. 

Per le sedi distaccate devono essere garantiti trasporti gratuiti, a partire dall’inizio della giornata sino a sera, per permettere agli studenti e le studentesse, anche delle sedi distaccate, di partecipare alle innumerevoli iniziative organizzate dall’Università di Padova e dalla cittadinanza, come ad esempio le iniziative organizzate dal CUS. In tal senso non riscontriamo criticità solo sulle fasce orarie, ma anche sulla qualità del collegamento. Molte studentesse e molti studenti pendolari, a causa di una mancata copertura delle aree da parte del servizio di ateneo, si trovano costretti ad utilizzare l’automobile, andando anche ad impattare negativamente sulle emissioni. Un trasporto più presente, sia all’interno della giornata sia all’interno delle zone limitrofe all’ateneo, permetterebbe agli studenti e alle studentesse di avere sia maggiore autonomia, sia di avere un minor impatto sul pianeta. Sempre in quest’ottica chiediamo mappe aggiornate per la sicura circolazione delle biciclette, non solo per la città di Padova, ma per tutto il territorio, al fine di garantire alle studentesse e agli studenti pendolari di raggiungere la lora sede università non solo all’interno della città, ma, qualora ne abbiano l’occasione, anche da una città all’altra. 

Chiediamo che ci siano servizi della ristorazione adeguati. Ancora oggi ci sono sedi distaccate dove non è possibile utilizzare il bonus mensa della propria borsa di studio per mangiare il proprio pasto. Inoltre è fondamentale avere spazi forniti, ad esempio di un fornetto a microonde, in cui poter consumare in tranquillità e sicurezza il proprio pasto.

Servono spazi comuni forniti di tutti gli strumenti, non solo per permettere agli studenti e alle studentesse di studiare, ma anche per poter trascorrere il proprio tempo libero tra una lezione e l’altra, oppure dove incontrarsi per passare del tempo in completa tranquillità.

Chiediamo, laddove ancora l’università non sia attrezzata, che ogni spazio dell’università sia accessibile ad ogni tipo di studente, in modo tale che le disabilità non siano causa di disagio.

INTERNAZIONALIZZAZIONE

Le questioni riguardanti l’internazionalizzazione sono da sempre molto sentite dalle studentesse e dagli studenti, in particolar modo quelle che concernono la mobilità internazionale, dove permangono problematiche sulle quali abbiamo un crescente bisogno di apportare delle soluzioni. Un’iniziativa che incontra le esigenze degli studenti è la semplificazione dell’iter per l’accesso a stage e tirocini all’estero, ora efficacemente integrati nel programma “Erasmus+”: è sicuramente necessario, a tal proposito, implementare l’attività di informazione degli studenti e delle studentesse. L’Università di Padova ha riscontrato non poche difficoltà nell’implementazione del progetto “Erasmus +”, ma è bene chiarire che la maggior parte di esse sono di tipo organizzativo e si potrebbero risolvere tramite una gestione più efficiente delle risorse umane dell’Ateneo. I problemi più frequenti derivano infatti dall’impossibilità, per l’Ufficio Relazioni Internazionali di Ateneo, di gestire il numero di e-mail e telefonate da parte delle studentesse e degli studenti, che spesso si trovano nella situazione di non sapere a chi rivolgersi per ottenere informazioni. Sarebbe opportuno, per snellire il carico di richieste, che ogni Dipartimento/Scuola disponesse di un punto di riferimento informativo predisposto a rispondere alle domande degli studenti e delle studentesse come già accade in alcuni Dipartimenti, e che le procedure di presentazione e accettazione della domanda tramite il portale Uniweb fossero semplificate e correlate da una guida di risoluzione problemi più completa. Sarebbe opportuno, inoltre, potenziare i database delle esperienze Erasmus per i futuri studenti e future studentesse uscenti, da unire a una documentazione approfondita che vada oltre la presentazione delle varie Università partner, che comprenda informazioni utili su esami, corsi in lingua inglese e residenze. Inoltre particolarmente sentita dalle studentesse e dagli studenti è la necessità di disporre di un pre-bando in cui gli studenti e le studentesse possono inserire le mete preferite, in modo da riuscire a regolarsi su quali siano le mete più richieste e quelle che probabilmente rimarrebbero scoperte.

Altre problematiche possono essere risolte anche senza una riorganizzazione delle risorse, e proprio per questo risolverle al più presto è imperativo. Tra queste spicca la disomogeneità dei criteri di accesso al Bando tra i diversi corsi di laurea, sia nella possibilità di scegliere una o più preferenze per le destinazioni Erasmus che nel carico didattico dei CFU minimi da conseguire. E’ imprescindibile che l’università garantisca in ogni singola Scuola un minimo di 3 preferenze di meta esprimibili. Da combattere con forza anche la scarsa trasparenza dei meccanismi di scelta delle studentesse e degli studenti vincitori dei bandi di mobilità: sebbene i criteri determinanti nella stesura delle graduatorie siano chiaramente specificati (media degli esami superati, partecipazione passata al programma Erasmus, conoscenza di lingue straniere e colloqui motivazionali), non è affatto chiaro quali sono le motivazioni dell’assegnazione dei pesi relativi di ogni criterio al fine della valutazione finale.

Non tutte le Scuole e i Dipartimenti condividono, purtroppo, lo stesso network di relazioni internazionali e sarà dunque necessario prendere provvedimenti in questo senso: tutti gli studenti e le studentesse devono poter avere le stesse opportunità di studiare all’estero. Da ultimo è fondamentale che alle studentesse e agli studenti sia permesso di valutare il loro periodo di soggiorno all’estero, sia a livello di contenuti che da un punto di vista organizzativo. Nella prospettiva di risolvere queste problematiche, sarebbe opportuno valorizzare ulteriormente il ruolo del Centro Linguistico di Ateneo (CLA), ad oggi ancora poco sfruttato dalle studentesse e dagli studenti e poco pubblicizzato come servizio. Soprattutto, nella struttura organizzativa del CLA non è prevista rappresentanza studentesca, offrendo a se stessa un orizzonte limitato su quelle che sono le necessità degli studenti e delle studentesse. Pertanto chiederemo che il consiglio direttivo venga implementato con la componente studentesca.

Per quanto concerne invece l’insegnamento in lingua straniera, esistono alcuni corsi di laurea completamente in inglese, esito di uno sforzo positivo dell’Ateneo verso l’internazionalizzazione dell’offerta didattica, ma al tempo stesso opzione riservata solo ad alcuni Dipartimenti e, anche in questo caso, non priva di problematiche poiché le stesse studentesse e studenti stranieri sono soggetti a un’informazione marginale delle pratiche di Ateneo.  Bisogna ricordare infatti che questi studenti e studentesse stranieri non possono essere paragonati a Studenti Erasmus Incoming, sono in tutto e per tutto studenti dell’Ateneo e come tali devono godere degli stessi diritti delle studentesse e degli studenti patavini. Bisogna garantire loro l’assistenza sanitaria di imprescindibile importanza, la semplificazione dell’iter burocratico delle documentazioni adatte per richiedere borse di studio e residenze, considerando i limiti  in cui può incorrere l’autocertificazione di parametri ISEE e ISPE validi esclusivamente in Italia. Particolarmente sentita è l’esigenza di Tutor Buddy ben formati e competenti su tematiche cardini come il pagamento delle tasse e le agevolazioni legate al diritto allo studio. Persino far domanda Erasmus diventa un’impresa titanica in assenza di una regolamentazione apposita per studenti e studentesse non EU. Inoltre occorre una traduzione pertinente e completa delle voci di Uniweb, voci lasciate in italiano in alcune sezioni.