in pillole

Benessere dello studente
e inclusione

  • Presentare l’Ufficio Servizi agli Studenti e il Rappresentante area inclusione e disabilità, fornendo i contatti necessari
  • Sensibilizzare i docenti e accompagnarli verso l’uso delle “slide inclusive”
  • Velocizzare la produzione dei testi inclusivi per gli studenti e le studentesse che ne fanno richiesta
  • Costruire un database delle strutture che accettano tirocinanti, specificando eventuali barriere all’inclusione
  • Riconoscimento del Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività certificato
  • Creazione di spazi di confronto studenti-studenti e studenti-docenti nelle sedi dell’ateneo
  • Favorire gruppi condotti da terapeuti esperti per eliminare lo stigma associato ad alcune condizioni
  • Organizzare seminari sull’hate speech e sulla lotta alle discriminazioni in ogni corso di laurea
  • Potenziamento del servizio di assistenza psicologica e introduzione di un consultorio all’università
  • introdurre corsi obbligatori di educazione sessuale, affettiva ed emotiva per formare persone più consapevoli, abbattere stereotipi ed educare alle differenze

Esteso

Benessere dello studente
e inclusione

L’aspirazione all’universalità del sapere che, per definizione, l’istituzione universitaria ha, sarebbe manchevole se non ci fosse un’accurata riflessione sul rendere la formazione universitaria sempre più accessibile ed inclusiva e sul mettere, ogni giorno, le studentesse e gli studenti nelle condizioni di vivere al meglio la propria esperienza all’università. 


Per questo, come associazione studentesca, proponiamo e sosteniamo un implementazione ed efficientamento della gestione dell’Ufficio Disabilità e Inclusione all’interno dell’Ateneo. Il nostro programma parte già da diversi sforzi dell’Associazione svolti in questo ambito, ma per il prossimo biennio chiederemo all’ateneo ulteriori impegni.


  • Presentare l’Ufficio Servizi agli Studenti durante la settimana del miglioramento della didattica e contestualmente parlare della figura del Rappresentante area inclusione e disabilità e i rispettivi contatti. Mettere insieme le due cose a nostro avviso potrebbe abbattere ulteriori barriere di inclusione in quanto la presentazione sarebbe unica, per tutti e tutte

  • Sensibilizzare i docenti e accompagnarli verso l’uso delle “slide inclusive”. La normalizzazione dell’uso di questo strumento potrebbe aiutare molte studentesse e molti studenti con difficoltà visive/di apprendimento oltre agli studenti e alle studentesse che rientrano nella norma per le suddette caratteristiche peculiari (sfondi blu con scritte gialle, tono su tono e simili prassi applicate da parte della docenza rendono difficile la fruizione a tutta la platea e non solo a una fetta ristretta per la quale la fruizione potrebbe diventare impossibile)

  • Spostare i monitor dei docenti in aula davanti a loro affinché possano contemporaneamente vedere aula in presenza e in teledidattica. La rotazione di 45° rende ergonomicamente difficile una lezione con pari dignità ad entrambe le parti dell’aula (la questione è lamentata anche dalla docenza stessa quindi riteniamo sia davvero importante rivedere questo aspetto). L’assenza della chat e della facilità di un confronto con le persone a casa è già sufficientemente sottolineata dalla scomparsa dei sistemi di comunicazione durante la condivisione dello schermo da parte dei docenti, i 45° rendono il tutto ancora più divisivo. Probabilmente un piccolo accorgimento potrebbe fare la differenza per tutte e tutti e in particolare per chi non può frequentare mai a causa di uno stato di vulnerabilità

  • Rendere nei limiti del possibile più veloce la produzione dei testi inclusivi per gli studenti e le studentesse che ne fanno richiesta. Un delay di svariati mesi potrebbe portare alla perdita della possibilità di laurearsi nei tempi e/o di dare un esame per restare nei tempi di laurea canonici

  • Costruire un database delle strutture che accettano tirocinanti facendo indicare dalle stesse eventuali barriere all’inclusione (necessità di essere automuniti, necessità di muoversi a piedi, necessità di leggere/scrivere documenti o fare conti matematici, …) e rendere l’ufficio Servizi edotto in materia affinché sia possibile semplificare il processo di matching tra studente ed ente senza che vi siano troppi ostacoli da superare

  • Riconoscimento ADHD. Il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività è una condizione del neurosviluppo che può durare anche in età adulta. I sintomi di tale condizione comprendono difficoltà di concentrazione, difficoltà nell’organizzazione e difficoltà nel portare a termine dei compiti specifici. Attualmente non siamo a conoscenza di un riconoscimento di tale condizione da parte dell’Ufficio Inclusione. I sintomi dell’ADHD possono portare difficoltà alle studentesse e agli studenti nello svolgere gli esami e nel portare a termine il corso di laurea nel tempo preposto per gli altri studenti e studentesse. Chiediamo che studentesse e studenti con condizione di ADHD certificata abbiano la possibilità di svolgere gli esami con un tempo supplementare rispetto agli altri studenti (il 30% secondo le NHS guidelines). Inoltre l’esame deve essere svolto al computer, poiché la presenza di diversi oggetti sul banco come penne, fogli e badge possono compromettere la concentrazione. Infine chiediamo la proroga del corso di laurea triennale fino a quattro anni e magistrale fino a tre anni in corso

  • Spazio e confronto. Necessitiamo della creazione di uno spazio, istituzionale, in cui persone con condizioni diverse possano incontrarsi e confrontarsi su utili strategie di coping. Questo favorisce anche l’incontro di studenti e studentesse con problematiche specifiche più anziani con studentesse e studenti più giovani

  • Similmente bisogna favorire l’incontro tra personale docente e studenti e studentesse con problematiche specifiche in modo da sensibilizzare i professori e le professoresse alle difficoltà che queste condizioni possono creare e favorire la cooperazione nella pianificazione di soluzioni

  • Lavoro sullo stigma. Favorire gruppi condotti da terapeuti esperti per eliminare lo stigma associato ad alcune condizioni, che può provocare emozioni negative e sentimento di impotenza

  • Lotta alle discriminazioni. Nonostante negli ultimi anni non siano mancate le occasioni di manifestare contro qualsiasi forma di discriminazione, nella nostra università avvengono degli intollerabili atti di discriminazione, che Udu – Studenti Per condanna. Nello specifico, per sensibilizzare gli studenti e le studentesse sull’hate speech, proponiamo seminari tenuti da esperti destinati ad ogni corso di laurea. Questi seminari sono utili anche per persone LGBTQI+. Inoltre chiediamo ci sia fornito uno sportello di ascolto costruttivo specifico sul tema, per avanzare insieme proposte e evidenziare criticità


La salute mentale è un tema fondamentale per tutte le persone e, sebbene la presenza di alcuni servizi dedicati alla cura e alla prevenzione come il SAP, riteniamo che il potenziamento delle strutture di ricezione disponibili gratuitamente sia un passo fondamentale, per fronteggiare le lunghe code di attesa nel servizio. 

  • Il potenziamento servizio di assistenza psicologica e introduzione di un consultorio all’università: l’importanza della salute fisica e la sua tutela è al centro del dibattito pubblico globale da mesi, e con questo ha ricevuto grande attenzione e rilevanza anche l’importanza del benessere psicologico di ogni individuo, soprattutto di fronte ai grandi sacrifici e timori che ognuno, magari in misura diversa, ha dovuto e deve affrontare in questo momento delicato. Questa situazione però ha ridato slancio al dibattito sulla necessità sia di rendere più accessibile per ogni persona l’assistenza psicologica, sia la necessità di destigmatizzare tale necessità. L’università di Padova può vantare da anni il servizio di assistenza psicologica, ma ciò non vuol dire che non possa essere potenziato a beneficio di studentesse e studenti. Lavoreremo quindi per dare più visibilità a questo servizio, dato che molti non ne sono a conoscenza; per potenziarlo ulteriormente per accorciare i tempi di attesa e per facilitare anche le modalità di richiesta in maniera tale che nessuna e nessuno resti escluso da un servizio che riteniamo essenziale. Contemporaneamente lavoreremo alla sensibilizzazione sul tema, cosicché nessuna e nessuno si debba sentire a disagio nel richiederlo. Inoltre chiederemo, data l’esistenza del medico di base fornita da Unipd oltre al servizio di assistenza psicologica, anche l’introduzione di un consultorio, per dare a tutte e a tutti un luogo vicino, sicuro e senza pregiudizi dove cercare assistenza in caso di bisogno

  • Educazione sessuale, educazione emotiva ed affettiva: in Italia manca una legislatura in merito, e l’educazione sessuale non è obbligatoria nelle scuole, tantomeno nelle università. Questo è un enorme difetto non solo per noi giovani studenti e studentesse ma per l’intero paese, rendendoci fanalino di coda in tema di sensibilizzazione ed educazione verso la sessualità, le differenze e contro i pregiudizi. E non si tratta solo di un problema etico. Questa mancanza ha anche riscontri negativi sulla salute di tanti e tante giovani. Per fare un esempio, ogni anno si riscontra un maggiore aumento di persone con malattie sessualmente trasmissibili, un dato che potrebbe essere notevolmente ridimensionato con corsi obbligatori di educazione sessuale, dato che molte persone non hanno alcuna conoscenza in merito, se non basata sui preconcetti spesso sbagliati e forvianti, aggiungendo anche che è un tema ancora oggi fortemente soggetto a tabù, tagliando a priori le possibilità di acquisire conoscenze necessarie. Per questo motivo lavoreremo con l’Universita di Padova per introdurre corsi obbligatori di educazione sessuale, affettiva ed emotiva, in modo tale riempire questo vuoto, e per formare persone più consapevoli, abbattere stereotipi ed educare alle differenze.