in pillole

Diritto allo studio

Diritto allo studio

  • Revisioni dei criteri per stabilire lo stato di pendolare e fuorisede 
  •  Aumento numero borse di studio anche per studenti extraeuropei
  • Innalzamento fino a 50.000 della soglia regionale ISPE per accedere alla borsa
  • Garantire l’immediata assegnazione delle borse di studio da parte della Regione
  • Rendere i contributi affitti e trasporti accessibili anche a chi è idoneo alla borsa di studio regionale
  • Finanziamento da parte della Regione di un contributo affitti per le fasce di reddito più in difficoltà o calmierazione degli affitti su tutto il territorio regionale

Residenze

  • Piano straordinario di investimento per la ristrutturazione e la messa in sicurezza delle residenze
  • Stessi prezzi per ogni residenza, con una qualità del servizio più alta e uguale per tutti e tutte
  • Valorizzazione dei rappresentanti delle residenze: vanno istituzionalizzati e va creato un consiglio che permetta loro di riunirsi
  • Condivisione delle scelte e dei nuovi regolamenti adottati con gli studenti delle residenze
  • Residenze disponibili anche per l’estate e la sessione di recupero, senza aumento di prezzo
  • Evitare l’incremento del tariffario per le residenze, per le stanze doppie divenute ad uso singolo a causa del covid

Mense

  • Sblocco delle assunzioni
  • No alla privatizzazione della mensa Agripolis, riapertura della San Francesco, ampliamento della Piovego
  • Mense aperte e utilizzabili come spazio di studio e di ristoro quando non sono in servizio 
  • Mensa aperta anche per cena, non solo la Pio X ma anche in Portello
  • Badge valido per tutte le mense della Regione
  • Rimborso della trattenuta mensa per le studentesse e gli studenti che non ne hanno potuto usufruire durante il periodo di restrizioni e lockdown, relativamente all’anno 19/20
  • Evitare di trattenere la quota mensa per tutti quegli studenti e quelle studentesse che non beneficeranno del servizio per causa di forza maggiore, in un contesto di rinnovata emergenza
  • Abbattimento dell’impatto ambientale dei servizi dell’Esu (obiettivo 0 plastica, No Meat Monday, ecc)

Esteso

Diritto allo studio

I servizi del diritto allo studio regionale e un’equa contribuzione studentesca sono i principali strumenti per l’attuazione di tale diritto, essendo atti a rimuovere le barriere di natura economica che altrimenti non consentirebbero alle studentesse e agli studenti privi di mezzi di permettersi una formazione universitaria. Da sempre l’Unione degli Universitari combatte a livello nazionale per spronare il MIUR ad un aumento del FFO (fondo di finanziamento ordinario per le università) al fine di ridurre la contribuzione studentesca, raggiungendo progressivamente la gratuità, e ad aumentare il finanziamento per il diritto allo studio, scaricando la spesa sulla fiscalità generale. A livello locale non possiamo esimerci dal seguire questa via, proponendo politiche di cambiamento all’università e all’Ente Regionale per il Diritto allo Studio (ESU). Ecco cosa vogliamo cambiare e come vogliamo intervenire.

Bisogna rimuovere i limiti imposti dalla Regione Veneto all’accesso alla borsa: soltanto in questa e in poche altre regioni la soglia ISPE non arriva fino ai 50.000 punti, ma si ferma a circa 36.000. E’ ora di alzare la soglia e di allargare la platea degli idonei alla borsa di studio, soprattutto in una fase economica e sociale così critica.

Abbiamo ottenuto la copertura totale delle borse di studio in prima assegnazione, ma a spese dell’Università. Va garantita l’immediata assegnazione dei soldi per le borse di studio da parte della Regione: non è possibile, infatti, lasciare che sia l’Università a stanziare un anticipo di quasi 20 milioni di euro. La Regione deve rispettare le norme di legge che le affidano tale compito in tempistiche celeri, come il MIUR deve fare lo stesso erogando in tempo il fondo di integrazione statale (FIS). In questo modo i milioni anticipati dall’ateneo ogni anno potranno essere investiti in abbassamento delle tasse universitarie o per il miglioramento di altri servizi di diritto allo studio.

La Regione deve sbloccare le assunzioni da parte dell’Esu immediatamente! Solo così si potrà evitare, infatti, la privatizzazione dei servizi di mense e residenze, che, con le assunzioni bloccate, si troverebbero anno dopo anno ad avere a disposizione sempre meno personale. Contestualmente bisogna bloccare l’emorragia dei fondi di investimento dell’Esu, in modo da permettere all’ente di investire sul recupero della mensa San Francesco e sulla dotazione di nuove residenze: è necessario, infatti, incrementare i servizi e renderli sempre più accessibili. Primo fra tutti bisogna evitare la privatizzazione della mensa di Agripolis, che collocherebbe il privato in un territorio in cui sarebbe monopolista, e potrebbe permettersi di abbassare i propri livelli di qualità. L’emergenza, inoltre, ci insegna che il servizio pubblico, che non ha il lucro come proprio scopo, è in grado di garantire l’erogazione anche in una fase così complessa e delicata, laddove i privati si fermano perché non hanno alcun benefici.

A seguito dell’emergenza sanitaria, si sono manifestati alcuni disagi a cui va data una risposta. Migliaia di studenti borsisti e studentesse borsiste si sono trovati a non poter usufruire del servizio mensa e residenza, senza recuperare, però, neanche una parte della trattenuta per i due servizi. Nel pieno di nuove restrizioni chiediamo alla Regione di assumersi la responsabilità di rimborsare, almeno parzialmente, la quota per la mensa, e, in un regime di limitazioni agli spostamenti relativo all’emergenza sanitaria, di evitare di trattenere dalla dalla borsa di studio la quota per la mensa agli studenti e alle studentesse che non ne usufruiranno per cause di forza maggiore. La Regione deve inoltre finanziare sin dall’imminente legge di bilancio dei contributi affitti per i redditi più bassi o favorire una calmierazione del canone su tutto il territorio regionale!