in pillole

Università ai
tempi del Covid

  • Rimodulazione della tassazione per compensare alla diminuzione di servizi conseguente all’emergenza sanitaria
  • Mantenimento di sgravi per trasporti pubblici e affitto anche dopo l’emergenza sanitaria
  • Rimborso della trattenuta mensa per le studentesse e gli studenti che non ne hanno potuto usufruire durante il periodo di restrizioni e lockdown, relativamente all’anno 19/20
  • Evitare di trattenere la quota mensa per tutti quegli studenti e quelle studentesse che non beneficeranno del servizio per causa di forza maggiore, in un contesto di rinnovata emergenza
  • Evitare l’incremento del tariffario per le residenze, per le stanze doppie divenute ad uso singolo a causa del covid
  • Spostare i monitor dei docenti in aula davanti a loro affinché possano contemporaneamente vedere aula in presenza e in teledidattica. La rotazione di 45° rende ergonomicamente difficile una lezione con pari dignità ad entrambe le parti dell’aula
  • Caricare le registrazioni di tutte le lezioni e lasciarle in piattaforma fino alla sessione d’esame!
  • E’ necessario incrementare il servizio di Assistenza Psicologia, soprattutto per far fronte ad un periodo di forte difficoltà psicologica e sociale

Esteso

Università ai
tempi del Covid

Sono iniziati gli anni ‘20 del XXI secolo, e sono iniziati nel modo più sconvolgente. Una pandemia ha messo in discussione tutto, ci ha dato ragione su tante cose, e ha cambiato il nostro modo di vedere il mondo. Oggi ci sono persone ancora più fragili di ieri: alcune persone non hanno un reddito sufficiente a mantenersi e mantenere i propri figli, altre non hanno nemmeno più un lavoro; mentre le studentesse e gli studenti si vedono costretti a mantenersi gli studi o, nel peggiore dei casi, a rinunciare al proprio percorso accademico.

Per noi studiare deve essere un diritto garantito nel senso sostanziale del termine, come è sancito dalla Costituzione, permettendo a tutti e a tutte di accedere agli studi superiori senza ostacoli di ogni sorta, tra cui quelli di natura economica. La contribuzione studentesca è rimasta invariata rispetto al periodo pre Covid: noi chiediamo ancora con più forza che le tasse vengano abbassate

Servono misure coraggiose per incentivare le studentesse e gli studenti a proseguire la propria carriera, senza che la formazione superiore diventi un lusso per pochi. Per questo ci batteremo per riconfermare i benefici straordinari stanziati per l’anno 2020/2021 dall’Ateneo, anche per il 2021/2022 e introdurne di nuovi: proporremo infatti all’Ateneo di stanziare anche un bonus libri, per sopperire ai costi spesso elevati dei manuali. A livello nazionale invece continueremo a batterci affinché vengano caricati manuali in formato digitale gratuiti e disponibili a tutti gli studenti e le studentesse e affinché la no-tax area  venga innalzata fino ai 30 mila punti ISEE.

Per far fronte a questa crisi serve la collaborazione di tutta la comunità accademica. Ad oggi, nonostante si stia profilando un secondo blocco del Paese, molti docenti non hanno ancora compreso quanto sia di fondamentale importanza per gli studenti e le studentesse disporre delle lezioni registrate. Per questo ci premureremo di inserire l’obbligo di registrazione e fruizione in differita del materiale didattico di ogni singolo insegnamento, oltre ad individuare, entro la prossima sessione, degli spazi adibiti al sostenimento degli esami in forma telematica, per chi non disponesse di un luogo consono alla necessità.

La frustrazione che causa questo periodo non è da sottovalutare. In questi mesi molti studenti e studentesse sono ricorsi ai Servizi di Aiuto Psicologico forniti dall’Università di Padova, per questo serve potenziarli, individuando un referente per Scuola.

Tutte queste spese non possono essere supportate da un singolo ente. È fondamentale che allo stesso tempo la Regione aumenti i finanziamenti per garantire il Diritto allo Studio degli studenti e studentesse del Veneto, prevedendo rimborsi delle trattenute per i borsisti che non usufruiscono del servizio pasti dell’ESU e un contributo affitti per le fasce di reddito più deboli, come già richiesto durante lo scorso lockdown.