Come Studenti Per Udu Padova presentiamo la nostra proposta di implementazione delle misure attuative del diritto allo studio per gli studenti iscritti al nostro ateneo. Alcuni recenti sviluppi ci spingono infatti, in quanto associazione sindacale studentesca, a rilanciare le nostre più importanti rivendicazioni attraverso una proposta con ampi margini di realizzabilità. L’interesse dimostrato dal Comune di Padova attraverso lo stanziamento di 500.000 euro per il diritto allo studio, la disponibilità dell’Università alla redistribuzione di nuove entrate a bilancio e all’incremento dei servizi per gli studenti tramite i finanziamenti progettuali stabiliti nel bilancio preventivo 2017/18, sono recenti segnali che, a nostro giudizio, mostrano l’esistenza delle condizioni sufficienti per costruire un intervento migliorativo della condizione studentesca.

L’intervento che abbiamo pianificato e che oggi proponiamo si articola su tre tematiche: trasporto pubblico per studenti, misure di sostegno per gli studenti lavoratori, abbassamento generale della contribuzione studentesca. Intervenire in questi tre settori è possibile grazie ad una maggiore disponibilità di risorse per il futuro: risorse provenienti dalla tassazione studentesca o dal contributo degli altri enti pubblici coinvolti. L’Università di Padova ha dovuto infatti ottemperare alle disposizioni della legge finanziaria 2018 operanti per l’anno accademico 2017/2018, dovendo provvedere alla costituzione di una “No Tax Area” per gli studenti al di sotto dei 13.000 euro di ISEE: la copertura di tale esenzione è stata garantita dal MIUR con un aumento apposito del FFO destinato a tutti gli atenei italiani, pari a di 55 milioni di euro. La nostra università, prevedendo che la quota che avrebbe ricevuto da tale stanziamento non sarebbe stata sufficiente per coprire il costo della No Tax Area (equivalente a 3,8 milioni di euro, come attestato nella delibera 98 approvata nel Consiglio di Amministrazione del 21/03/2017), ha varato un leggero aumento della tassazione studentesca, secondo il seguente schema:

– Gli studenti tra 30.000 e 60.000 ISEE hanno ricevuto un aumento progressivo da 1 a 20 euro

– Gli studenti tra 60.000 e 70.000 ISEE hanno ricevuto un ulteriore aumento di 50 euro (per un totale di 70 euro)

– Gli studenti con un ISEE superiore a 70.000 hanno ricevuto un ulteriore aumento di 70 euro (per un totale di 90 euro)

Prendendo il numero di studenti per ciascuna fascia ISEE si può calcolare perfettamente l’introito ricevuto dagli studenti delle fasce ISEE che hanno ricevuto un aumento fisso, mentre per calcolare l’introito ricevuto dagli studenti della fascia intermedia 30.000/60.000 che hanno ricevuto un aumento progressivo, siamo ricorsi ad un’attendibile approssimazione:

– Abbiamo supposto che 4000 studenti siano tra i 30.000 e i 40.000, calcolando per questi un aumento medio di 3,30 euro

– Abbiamo supposto che 5000 studenti siano tra i 40.000 e i 50.000, calcolando per questi un aumento medio di 9,90 euro

– Gli studenti rimasti di questa fascia (1684 prendendo i dati dell’anno 2017/18) sono stati considerati tra i 50.000 e i 60.000 e abbiamo calcolato per questi un aumento medio di 16,60 euro.

Riportiamo per correttezza la tabella con i dati per gli ultimi due anni accademici, fornitici dall’ufficio del Servizio del diritto allo studio e tutorato dell’ateneo. L’introito complessivo è stato calcolato ovviamente considerando i dati dell’anno accademico 2017/2018.

Fascia ISEE Numero Studenti 2017/18 Numero Studenti 2016/17
0-28.000 21314 22102
28.000-60.000 10684 10329
60.000-70.000 292 208
>70.000 26352 26842
Totale 58642 59841

 

Quello che risulta da queste operazione è che da questo aumento il nostro ateneo ha ricevuto un maggiore introito equivalente a 2.808.295 milioni di euro, che sommati ai 2.182.733 euro percepiti dall’aumento del FFO, danno un totale di 4.991.028 euro, a fronte di una spesa quantificata di 3,8 milioni. L’ateneo ha quindi guadagnato 1.1 milioni, tutti derivanti dall’aumento della contribuzione studentesca. La legge finanziaria 2018, vigente per l’anno accademico 2018/2019, ha inoltre aumentato stabilmente la quota FFO destinato alla No Tax Area da 55 milioni a 105 milioni: ciò significa che l’Università di Padova nel prossimo anno accademico potrà sostenere l’intero costo della No Tax Area attraverso fondi ministeriali, potendo disporre di ulteriori risorse investibili in diritto allo studio. Per l’anno 2018/2019 quindi le risorse saranno le seguenti:

1,1 milioni presi in eccesso dalla contribuzione studentesca nel 2017/18 per coprire la No Tax Area

La stessa cifra di 1.1 milioni per il 2018/19

1,6 milioni sempre provenienti dalla contribuzione studentesca, utilizzabili in ragione dell’aumento del FFO per coprire la No Tax Area nel 2018/19, grazie al quale la quota destinata al nostro ateneo salirà da 2.182.733 milioni a 3.8 milioni, equivalenti all’intero costo.

500.000 euro stanziati appositamente per il diritto allo studio dal Comune di Padova

Il budget utilizzabile per un piano redistributivo in servizi per il diritto allo studio ammonta dunque a quasi 3,9 milioni di euro. Di seguito proponiamo come tali risorse vadano secondo noi investite nei tre settori sopra elencati.

TRASPORTO PUBBLICO

La gratuità dei trasporti cittadini (gratuità che comprenderebbe anche il collegamento alla sede di Legnaro ed ai comuni della fascia metropolitana limitrofe al Comune) non è solo una semplice questione di risparmio economico sul costo del biglietto singolo: da anni ripetiamo che la nostra città necessita di un nuovo piano di investimento sul servizio trasporto di trasporto pubblico, a partire dalla rete locale fino ad un’estensione regionale con un biglietto unico (già esistente in altre regioni d’Italia). Investire nel trasporto pubblico coinvolgendo gli studenti, significa investire in mobilità sostenibile e significa farlo con una fetta consistente della popolazione che vive Padova quotidianamente. Parliamo di studenti padovani e fuorisede che abitano in questa città, ma anche di studenti pendolari: a ciascuno di questi converrebbe disporre di autobus a costo zero per raggiungere più facilmente le sedi universitarie dalla stazione o dalla propria abitazione, ciascuno vedrebbe così realizzarsi un aspetto ormai importantissimo del diritto allo studio; muovere e attivare un numero così cospicuo di utenti inoltre, innescherebbe delle ricadute ambientali positive in termini di esternalità economica, risveglierebbe la domanda del servizio sopita dall’innalzamento dei costi degli abbonamenti e genererebbe proficue economie di scala.

Abbiamo tutti potuto apprendere dalle dichiarazioni sui giornali degli esponenti della amministrazione cittadina che il costo di un simile servizio dovrebbe aggirarsi attorno ai 2,4 milioni, venendo a costare per ogni singolo studente padovano circa 40 euro: tale prezzo sarebbe già di per sé conveniente rispetto all’attuale tariffa di 225 o di 290 euro per l’abbonamento annuale urbano e di 352 per la tratta di Agripolis, ma sarebbe troppo costoso per un servizio di trasporto pubblico urbano di ampia scala, che comunque necessita di un miglioramento a partire dall’ampliamento delle corse attuali e dall’inserimento di corse notturne. Proponiamo perciò di investire i 500.000 stanziati dal comune e 1.2 milioni a disposizione dell’università per abbassare il costo del servizio di abbonamento: in questo modo ogni studente universitario potrebbe muoversi liberamente in città utilizzando il trasporto pubblico, con un abbonamento gratuito o al massimo di 15 euro l’anno.

STUDENTI LAVORATORI

La figura dello studente che, contestualmente allo svolgimento del proprio percorso di laurea, si trova economicamente obbligato a intraprendere un’attività lavorativa, è la rappresentazione di un sistema di diritto allo studio non in grado di garantire pienamente il libero accesso al sapere. Secondo i dati di Eurostudent ad oggi 4 studenti su 10 in Italia lavorano, per lo più con impieghi a termine o di natura precaria: il motivo principale della diffusione di questa figura è, secondo gli esperti, la ricerca di un’autonomia dalle famiglie di provenienza in un contesto di elevato costo degli studi universitari. E’ pertanto necessario a nostro avviso provvedere a costruire delle misure di tutela economica e didattica per questo tipo di studenti, poiché le agevolazioni attualmente previste dalla nostra università sono insufficienti, (come dimostra la scarsa richiesta delle stesse agli uffici). Per favorire il percorso di studi di questi studenti che versano in una condizione di difficoltà economica o cercano di non scaricare i costi della propria formazione sul reddito familiare, proponiamo di:

Abbassare il reddito annuo richiesto dall’attività lavorativa per poter essere riconosciuto come Studente-Lavoratore da 3.500 euro a 2.000 euro;

Allungare i criteri per essere considerati fuori corso di 2 A.A. rispetto alla norma attuale;

Rimuovere i vincoli sul numero massimo di CFU conseguibili in un A.A.;

Aumentare della riduzione sulle tasse dal 10% al 50%;

Migliorare della didattica multimediale. Si può fare garantendo l’accesso ai contenuti spiegati a lezione attraverso le registrazioni delle stesse caricate sulla piattaforma moodle. L’apparecchiatura necessaria è acquistabile da ogni dipartimento utilizzando gli specifici fondi stanziati dall’ateneo per il miglioramento tecnologico delle aule didattiche, attraverso il “progetto aule smart”.

Istituire una sessione d’appello straordinaria apposita, riservata a Studenti-Lavoratori o fuori corso.

Strutturare uno sportello apposito, gestito dall’Ateneo, che permetta una miglior diffusione del servizio.

Molte delle innovazioni qui presentate sono a costo zero per il bilancio dell’ateneo e non necessitano di una copertura. L’ufficio diritto allo studio del nostro ateneo ha invece quantificato il costo dell’abbassamento delle tasse per gli studenti lavoratori: parliamo di 180.000 euro per ogni 10% di riduzione. La riduzione da noi richiesta verrebbe dunque a costare 720.000 euro: prevedendo un aumento delle richieste di agevolazione conseguenti all’abbassamento della soglia di reddito per accedervi, proponiamo di stanziare 1,2 milioni di euro per garantire questa nuova tutela economica per gli studenti lavoratori.

CONTRIBUZIONE STUDENTESCA

L’eccessivo peso della contribuzione studentesca nel complesso dei finanziamenti strutturali delle università pubbliche italiane, è una problematica ormai nota e ben conosciuta non soltanto dagli addetti ai lavori. Siamo perfettamente consapevoli che una progressiva riduzione delle tasse universitarie può essere possibile solamente attraverso una scelta di politica nazionale e che gli atenei non possano provvedervi da soli: trasformare l’università pubblica in un servizio tendente alla gratuità e a carico della fiscalità generale è un obiettivo storico dell’Unione degli Universitari, ma si declina prevalentemente come rivendicazione nei confronti delle insoddisfacenti politiche governative degli ultimi anni, non nei confronti di atenei di fatto obbligati ad alzare la contribuzione studentesca.

Ciò nonostante, disponendo di nuove risorse, possiamo migliorare la condizione studentesca a livello locale anche da questo punto di vista: non è nostra intenzione al momento ritoccare il sistema di tassazione progressivo della nostra università, già migliorato nella primavera del 2016, chiediamo invece di prevedere un’esenzione dalla seconda rata per gli studenti che si laureano nei mesi successivi al termine di scadenza del pagamento della stessa. Il nostro ateneo già prevede l’esenzione dal pagamento della prima rata di settembre per gli studenti che si laureano entro il dicembre dello stesso anno: similarmente chiediamo che sia investito 1 milione di euro per coprire l’esenzione dal pagamento della seconda rata degli studenti che si laureano entro il maggio dello stesso anno.

E’una misura di diritto allo studio di cui deve beneficiare ogni studente: non c’è ragione per cui uno studente laureando che non necessita di fruire dei servizi quotidiani dell’università perché è al termine del proprio percorso, paghi un’ulteriore rata di tasse universitarie. Queste ragioni sono riconosciute dall’ateneo attraverso l’esenzione per i laureandi di dicembre, ora che esistono le risorse per estenderla anche agli studenti laureandi nel semestre successivo non c’è motivo per non farlo.

Sottoporremo questa proposta agli tutti gli enti coinvolgibili nella sua realizzazione: vogliamo che questi contenuti siano il perno di una discussione e di un dialogo che valorizzi lo studente universitario in quanto soggetto portatore di diritti, la cui attuazione consenta di identificarlo come motore di ascensione sociale e come figura portatrice di arricchimento culturale nella sua comunità. Nessuno che riconosca il valore e la forza positiva di questa visione può sottrarsi a questo dibattito: siamo e saremo sempre dalla parte degli studenti, credendo che l’aumento dei loro diritti, il miglioramento delle loro condizioni materiali e perciò la crescita dell’accesso allo studio siano le basi per il futuro della società.


1 commento

Buycialis · Aprile 3, 2018 alle 8:20 pm

Ciao Alessandra grazie del tuo consiglio! 🙂buy cialis

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