Basta operazioni alla Martone su fuoricorso, valore legale e prestiti d’onore: la priorità sono più fondi per istruzione e diritto allo studio

Dopo il dibattito delle ultime settimane, segnato da disinformazione, propaganda e attacchi ideologici all’università pubblica, sentiamo il dovere di intervenire. Le università statali sono oggi 62, non certo le 100 paventate da Giavazzi appena ieri.

Aggiungiamo che anche contando le università non statli e quelle telematiche il numero arriva a circa 90 .

Come Unione degli Universitari denunciamo da tempo lo scandalo delle università telematiche che rilasciano lauree senza alcun tipo di garanzia o controllo reale sulla qualità dei percorsi formativi offerti agli studenti.

“Giavazzi e tutti gli economisti che oggi sollevano queste problematiche” commenta Michele Orezzi, Coordinatore Nazionale dell’Unione degli Universitari “non fanno altro che darci ragione.

Se però il problema riguarda la qualità di alcuni istituti, tutti accreditati in passato dal Ministro dell’Università, l’unica operazione coerente e logica che va fatta è quella di verificare attivare un piano di accreditamento periodico serio affinché questi istituti non abbiano più la possibilità di rilasciare titoli aventi valore legale.

L’abolizione del valore legale invece non li metterebbe affatto in discussione, ma andrebbe in primo luogo a colpire tutti quegli istituti che garantiscono realmente percorsi formativi.

In pratica, proporre l’abolizione del valore legale del titolo di studi equivale a dire che un paziente con una gamba malata deve essere curato con l’amputazione diretta di entrambe le gambe”.

Il vero dibattito dovrebbe quindi riguardare le procedure di accreditamento e la valutazione degli atenei.

Invece ancora oggi siamo costretti a sentire discorsi vecchi e ideologici che parlano di pochi atenei d’eccellenza con l’illusione che l’indebitamento degli studenti e delle loro famiglie sollevi lo Stato dal problema di garantire effettivamente il diritto allo studio sancito dalla Costituzione.

“La creazione di un sistema di prestiti d’onore” commenta Orezzi “è ancora una volta una battaglia del tutto ideologica e scollegata dalla realtà. I prestiti d’onore infatti esistono già in Italia dagli anni 90 e il numero di studenti che vi accedono è praticamente nullo. Chi poi si ostina a sostenere i prestiti d’onore come cura magica a tutti i mali dell’università si dovrebbe forse ricordare che solo lo scorso anno più di 45000 studenti capaci e meritevoli ma privi di mezzi non hanno ottenuto la borsa di studio, con una palese violazione della Costituzione Italiana”.

L’Italia è il terzo Paese per tasse universitarie in Europa, con uno dei più bassi investimenti, tanto dello Stato quanto dei privati, in formazione e ricerca e con un sistema di diritto allo studio del tutto inadeguato.

L’approccio ideologico dimostrato invece da Giavazzi consiste nell’omettere tutto questo contesto di riferimento, volendo giustificare aumenti della tassazione universitaria senza considerare realmente quanto lo Stato spende per l’università italiana e altre spese come l’acquisto dei caccia F35.

Oggi le risorse impiegate per l’acquisto di un singolo caccia bombardiere sono maggiori della spesa nazionale per le borse di studio. Non è più sufficiente ripetere il mantra della crisi economica e del debito pubblico di fronte a questi dati. Quale giustificazione viene data ai 13 miliardi per l’acquisto dei caccia contro i 13 milioni di euro per le borse di studio previsti nel 2013?

Allo stesso modo chi continua a credere che la selezione possa essere fatta all’accesso, tramite test di ingresso, continua a non voler vedere la realtà e giustifica la totale deresponsabilizzazione dello Stato nell’investire nella formazione superiore.

Ogni anno anche tramite vari ricorsi legali emerge in modo chiaro come i test non siano assolutamente lo strumento adatto a verificare le capacità degli studenti. Continua Orezzi “Se la proposta è quella di poche università d’elitè, con tasse senza limiti e prestiti d’onore, in cui per accedere è necessario conoscere i gusti delle granite della grattachecca, diciamo fermamente no!”

Infine è necessario anche chiarire la problematica riguardante gli studenti fuori corso.

La spesa che lo Stato Italiano oggi sostiene per gli studenti universitari è tra le più basse in Europa. Gli studenti che terminano il percorso di studio oltre i limiti previsti sono oggi troppo numerosi e spesso sono costretti a pagare tasse ben più elevate degli altri studenti.

Il dato di fatto è che questi studenti, come dimostrano i dati, sono in realtà spinti ad esser fuori corso da una serire ben precisa di fattori.

Molti studenti sono costretti a lavorare, non ricevono borse di studio, pagano tasse molto elevate e soprattutto sono spesso costretti a dare un numero di esami difficilmente sostenibile. Se con la riforma “Mussi” (DM270) il numero degli esami per ogni anno accademico è diminuito, in realtà ogni esame si è moltiplicato in più moduli, costringendo lo studente a studiare materie talvolta coincidenti o comunque spesso tese più a garantire una cattedra di docenza che un vero fine formativo.

Conclude Orezzi “Far finta che gli studenti fuori corso siano fannulloni o sfigati equivale a nascondersi dietro a un dito. Il fenomeno è diffuso e preoccupante. Anche per questo chiediamo con urgenza un tavolo al Ministro Profumo per poter cominciare a verificare le priorità vere dell’università e colpire le cause che spingono gli studenti a terminare gli studi in ritardo. Un primo passo sarebbe sicuramente quello di determinare a livello nazionale modalità di studio part-time per gli studenti lavoratori da garantire in ogni ateneo. Giavazzi, illuminato verità assoluta, auspica un modello di Governo autoritario. Noi crediamo invece che il futuro dell’università e del Paese vada costruito assieme, cercando le soluzioni migliori senza approcci ideologici o chiusure al dialogo”.


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Google Alert – UNIVERSITA’ NEWS – Easy News Press Agency | Easy News Press Agency · Febbraio 7, 2012 alle 11:07 pm

[…] UDU RISPONDE A GIAVAZZI: BASTA MISTIFICAZIONI SULL …UDU RISPONDE A GIAVAZZI: BASTA MISTIFICAZIONI SULL'UNIVERSITA' … Le università statali sono oggi 62, non certo le 100 paventate da Giavazzi appena …www.studentiper.it/news/udu-risponde-a-giavazzi…/1839 […]

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