Unipd, così è #toomuch

In questo periodo di pandemia tante famiglie italiane hanno visto una significativa se non drastica diminuzione delle proprie finanze. Studentesse e studenti lavoratori che si pagavano autonomamente gli studi non hanno più potuto affrontare l’ingente spesa universitaria. Ma noi non vogliamo che la nostra generazione sia costretta ad abbandonare un percorso di formazione che dovrebbe essere pubblico e gratuito per far fronte ad altri bisogni.

Nell’anno della pandemia unipd ha messo a disposizione 15 milioni, sotto forma di bonus, per fronteggiare i disagi economici che le famiglie hanno affrontato. Una modalità che sembrava sensata 8 mesi fa, quando si pensava che non ci sarebbe stata una seconda ondata e che il caldo avrebbe rallentato la pandemia. Ma questo non è accaduto: il virus è tornato forte come prima e i disagi economici sono rimasti, rendendo di conseguenza meno appetibili i bonus, in particolare per i trasporti e gli affitti, e portando ad un disavanzo di 11 milioni rispetto ai 15 stanziati

In una crisi economica e sociale così forte non possiamo accettare che l’istruzione e l’università vengano, ancora una volta, lasciate ai margini. Per questo chiediamo che gli 11 milioni rimasti vengano messi a disposizione per abbassare la tassazione universitaria in base al reddito: solo una riduzione della tassazione permetterà agli studenti di poter continuare il loro percorso universitario.

Non possiamo accettare che l’ateneo congeli questo disavanzo. La manovra dei 15 milioni era finalizzata solo ad aumentare gli immatricolati e l’importo che poi il ministero avrebbe dato a unipd o era invece finalizzato a rispondere alle necessità causate dall’emergenza?

Ora è #toomuch, vogliamo che i fondi vengano reinvestiti per abbassare la tassazione universitaria: sottoscrivi la nostra proposta!

Ora è #toomuch, vogliamo risposte!